Evento di apertura
Auditorium Conservatorio di musica
Uno blog per riflettere, esprimere le proprie idee, pensieri ed opinioni senza dire troppe sciocchezze. Almeno si spera.
Questo blog nasce come conseguenza di una fitta corrispondenza fatta con alcuni frequentatori delle iniziative dell'Associazione BASILICATA1799, con i quali si è discusso di varie cose riguardanti il mondo culturale a partire dalla città di Potenza e dalla Basilicata. Man mano la discussione e la riflessione si sono ampliate su altri argomenti sociali e politici.
Francesco Scaringi
alias Ulrich
ASSOCIAZIONE BASILICATA 1799
arterelazionicittà
PERCORSI Bruno Di Marino ● Roberto Diodato ● Pietro Montani
PRATICHE Bianco-Valente ● Paolo Rosa / Studio Azzurro
OPERE/AZIONI Abito in Scena+Redhouse Lab+Club Cult Crew+Dj Devasto / SotTeatro ● Elisa Laraia / Orfeo Hotel Contemporary Art Project ● Ellepluselle Amnesiac Arts ● Generazione Zero ● Gommalacca Teatro ● La luna al guinzaglio /
Salone dei rifiutati
Progetto ideato e
curato da Giuseppe Biscaglia e
Francesco Scaringi
PROGRAMMA Mercoledì 13 Aprile ore 17,00 SALA DEL CAMPANILE / PALAZZO LOFFREDO PERCORSI Bruno Di Marino, critico cinematografico Oltre il cinema, oltre il video. L'immagine sperimentale in movimento nell'attuale contesto internazionale PRATICHE Bianco-Valente, artisti Visibile / Invisibile ore 20,30 SCALE MOBILI VIALE MARCONI Corridoio di collegamento tra la prima e la seconda rampa di scale mobili con accesso da Viale Marconi OPERE/AZIONI Gommalacca Teatro Out of joint / Fuor di sesto Primo studio su "Misura per Misura" di William Shakespeare a cura di Gommalacca Teatro con gli allievi del laboratorio teatrale di compagnia Giovedì 14 Aprile ore 20,30 VIA PRETORIA (Portasalza) OPERE/AZIONI La luna al guinzaglio / Salone dei rifiutati Pronto, chi scorre? Ovvero Grondaie senza telefoni Installazione site specific Venerdì 15 Aprile ore 21,00 CARPE DIEM VIA XX SETTEMBRE OPERE/AZIONI Abito In Scena + Redhouse Lab + Club Cult Crew + Dj Devasto Azione condivisa. Festa creativa per voci e corpi Lunedì 18 Aprile ore 17,00 SALA DEL CAMPANILE / PALAZZO LOFFREDO PERCORSI Roberto Diodato Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano L'opera d'arte nell'epoca della sua irriproducibilità tecnologica PRATICHE Paolo Rosa, Studio Azzurro L'arte fuori di sé (I) ore 19,00 SALA DEL CAMPANILE / PALAZZO LOFFREDO OPERE/AZIONI Generazione Zero Refresh Martedì 19 Aprile ore 17,00 SALA DEL CAMPANILE / PALAZZO LOFFREDO PERCORSI Pietro Montani Università La Sapienza / Roma La realtà delle immagini nel mondo ipermediale PRATICHE Paolo Rosa, Studio Azzurro L'arte fuori di sé (II) ore 19,30 MUSEO ARCHEOLOGICO / PALAZZO LOFFREDO OPERE/AZIONI Amnesiac Arts Opera 11-21 di Ellepluselle ore 20,30 PIAZZA MARIO PAGANO Elisa Laraia Orfeo Hotel Contemporary Art Project Private Conversation III Videoproiezione in loop audio diffuso L'ARTISTA PLURALE / INCONTRI Mercoledì 13 Aprile ore 10,00 ABITO IN SCENA / SOtTEATRO (vico Laura Battisti) Bianco-Valente incontra la rete territoriale delle "Stazioni Creative" Martedì 19 Aprile ore 10,00 ORFEO HOTEL CONTEMPORARY ART PROJECT SALONE DEI RIFIUTATI (c.da Bucaletto Marrucaro 14/16) Paolo Rosa, Studio Azzurro incontra la rete territoriale delle "Stazioni Creative"
L'arte contemporanea, la cultura e la filosofia, il futuro e la città
La città di Potenza dal 13 al 19 aprile 2011 sarà al centro di un innovativo, provocante e coinvolgente progetto d'intervento artistico-culturale proposto da Basilicata 1799 dal titolo "Estetica del virtuale. Arte Relazioni Città", che intende misurarsi con alcune importanti questioni che riguardano il presente ed il futuro della nostra società quali il rapporto tra reale e virtuale, le tecnologie digitali, i new media, le varie forme espressive, comunicative ed artistiche, tramite incontri, opere, istallazioni e situazioni artistiche nella città di Potenza.
Le varie attività si articoleranno quotidianamente in tre sezioni:
PERCORSI, dedicata agli aspetti più strettamente di riflessione teorica con incontri che si svolgeranno presso la Sala del Campanile (Palazzo Loffredo) con Bruno Di Marino, Roberto Diodato, Pietro Montani;
PRATICHE, in cui artisti di fama nazionale e internazionale, quali Bianco-Valente e Paolo Rosa, uno dei fondatori di Studio Azzurro, interagiranno con il pubblico e, in modo particolare, con giovani artisti attraverso la presentazione ed il confronto su alcuni loro lavori;
OPERE/AZIONI in cui artisti e gruppi delle "Stazioni Creative" della città di Potenza - che in rete partecipano al progetto - inaugureranno istallazioni, opere e situazioni artistiche in alcuni luoghi della città, con il fine di coinvolgere attivamente il pubblico nelle loro produzioni. Sono Abito in Scena, Redhouse Lab, Club Cult Crew+Dj Devasto / SotTeatro , Elisa Laraia / Orfeo Hotel Contemporary Art Project, Ellepluselle Amnesiac Arts, Generazione Zero, Gommalacca Teatro, La luna al guinzaglio / Salone dei rifiutati, che singolarmente o in gruppi realizzeranno per l'occasione opere e situazioni artistiche nella città ispirate al tema del progetto, ribadendo il loro convincimento che l'arte e la cultura sono energia vitale per la vita di una comunità
La manifestazione è anche un segno di "resistenza" nel nostro Paese contro gli attacchi che a tutti i livelli vengono populisticamente lanciati contro la cultura. E' questa un'azione dal basso di una "rete" di soggetti che quotidianamente operano nel campo della cultura e dell'arte, senza a volte ricevere il giusto riconoscimento, per far emerge la voglia di esistere, manifestare le proprie competenze, rivendicare libertà e autonomia, convinti, contro la generale miopia, che l'arte e la cultura siano un grande volano di sviluppo civile ed economico.
Si potrebbe quasi gioire ed esclamare: finalmente il Governo procede al potenziamento e alla razionalizzazione dei fondi statali e dei tanti enti sulla cultura, per rendere più efficaci gli interventi e facilitare la partecipazione dei privati. Purtroppo non è così. Si tratta solo di tagli indiscriminati, giustificati da un populismo strisciante secondo il detto “ma a che servono? Sono cose insignificanti ed inutili”. Lo stesso schema si presenta per la scuola, l’università e la ricerca. I tagli sono dettati da pura ragioneria, senza pensare alle conseguenze per il futuro. La mannaia governativa non colpisce solo le istituzioni statali, ma anche coloro che ne operano fuori e mette a rischio tante competenze così come il futuro di moltissimi giovani che nel campo culturale, artistico e dello spettacolo spendono la propria progettualità.
S’intravvede dietro tutto ciò una ideologia di fondo (un pensiero unico) che ormai pervade la nostra società, in cui l’economico, cioè il profitto, prevale in qualsiasi campo, compresa la cultura, privandola di autonomia, soffocandola in strettoie utilitaristiche che la rendono senza valore. La televisione sembra l’unico riferimento e il massimo che si possa concedere alla cultura è l’intrattenimento.
Esistono differenti piani della cultura: i saperi, le dimensioni relazionali, la riflessione e la critica, la convivenza e il rapporto con l’alterità, che non possono essere semplicemente ridotti alla sfera economica o appiattiti dal sistema pervasivo della comunicazione.
Penso che l’autonomia del campo culturale va difeso in nome di valori connessi all’esercizio di un’attività di ricerca libera, autonoma e disinteressata. Bisogna fare fronte comune e comprendere che tanto i pensatori istituzionali quanto gli outsider sono produttori di beni culturali, di valori simbolici che è interesse di tutti salvaguardare. Per questo, però, ognuno deve dare il proprio contributo critico e propositivo, fuori da logiche corporative, senza ricadere in un nichilismo malinconico.
Bisogna denunciare i rischi dell’omologazione culturale e dire con forza che la cultura da sola non può farcela, ha bisogno dell’intervento dello stato, senza però rivendicare semplice assistenzialismo.
Veniamo alla Basilicata e a Potenza. La mia associazione, Basilicata 1799, che da anni lavora in questo campo, da tantissimo tempo ha posto al centro la necessità che nella nostra regione sulla cultura qualcosa cambi sia nei rapporti tra i soggetti culturali, sia nel campo politico-istituzionale. I progetti da noi realizzati, ultimi il Festival Città delle 100 Scale e Arte in transito. Paesaggio urbano e arte contemporaneo, realizzati a Potenza, hanno inteso costruire reti di relazioni tra diversi soggetti operanti nel campo culturale della nostra regione e della nostra città, razionalizzare gli investimenti, ampliare la partecipazione della gente fuori dagli ingessati contenitori istituzionali.
Paradossalmente si può affermare che vi è troppa presenza del pubblico ed eccessiva dispersione dei fondi. La politica e l’apparato amministrativo tendono a gestire direttamente la maggior parte delle attività soffocando lo spazio di crescita dei soggetti che operano nel settore. Oppure, a volte, si incontra il politico che pensa che la cultura debba servire semplicemente alla cura della propria immagine. Che cosa succede in realtà.? Nonostante anche le buone intenzioni, tanti fondi vengono consumati tra dipartimenti e assessorati regionali o comunali senza nessuna logica di convergenza, ognuno va per proprio conto e tanti interventi e progetti vengono conditi con attività di tipo spettacolare o culturale. Tutti fanno tutto, non sempre nel modo migliore. Inoltre, spesso, la prevaricazione burocratica istituzionale non permette a progetti che hanno spessore e potenzialità la giusta continuità per affermarsi nel corso del tempo.
Forse è davvero il tempo che si pensi ad una nuova normativa regionale sulla cultura, che sia occasione di discussione e confronto reale sul da farsi. Poche e sintetiche indicazioni da parte nostra a garanzia dell’autonomia di cui sopra: favorire attraverso la costruzioni di reti l’aggregazione dei soggetti culturali per la crescita delle loro competenze, garantendo autonomia e continuità; discriminare positivamente sulla qualità dei progetti; coordinare e accentrare le varie fonti di finanziamento; metter in campo regole certe e trasparenti di accesso ai fondi; favorire la partecipazione dei privati ai progetti con intese e premialità.
Chiedo troppo. Forse. Senza ciò non si va da nessuna parte. Bisogna resistere, fare e proporre.
Ulrich
Il 25 Aprile, per me, è stata sempre una data importante. Ho sempre avuto il desiderio di condividere questo momento di ricordo della nostra grande storia con altri. Quando andavo al liceo (tanti anni fa), organizzammo in pieno fermento, una lettura pubblica delle Lettere dei condannati a morte della resistenza. Quel testo era per noi e per me fonte di grande commozioni, ci faceva sentire la grandezza e la fragilità di quegli uomini, di quei giovani che si avvicinavano alla morte con serenità, a volte, anche con rammarico e rabbia per non aver potuto cogliere di più della vita, spinti da un ideale e dalla passione civile. Come giustamente suggerisce Gustavo Zagrebelski, che ha scritto l’introduzione all’ultima edizione del libro "Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana " (ed. Einaudi) questo libro era considerato una volta "uno dei libri di formazione, che mettevano i giovani di fronte alle grandi questioni etiche. " Ma nelle sue interviste aggiunge anche un qualcosa in più, pone un interrogativo: "cos'è che ci ha fatto cambiare? Perché queste parole sembra che arrivino da un mondo tanto distante dal nostro?".
Già cosa. Quest’anno ho deciso di cambiare copione. Ho deciso di passare un 25 aprile diverso dagli altri anni. Ho infilato il libro in una borsa, ho preso il treno e sono partito per Napoli. Ho letto a tratti il libro scegliendo a caso alcuni stralci, un po’ sul treno e un po’ dentro Napoli alla ricerca delle iniziative per la settimana della cultura, volendo cogliere qualche aspetto d’inedito della solita e caotica Napoli.
Mentre mi soffermavo a leggere, mi guardavo intorno, all’intensità e struggente passione di quelle parole rimbalzava un tran tran assordante, sbirciavo per cogliere qualche segnale e nonostante qualche manifesto sui muri, molto retorici, ho avvertito che la distanza pubblica dal quel “modo di essere” ormai si è fatta abissale.
I giornali riportano che è stato un 25 aprile televisivo, una occasione per i politici in lotta tra loro (?), Fini e Berlusconi, di essere presenti, sempre e comunque, per televisione e sui media. Addirittura si è fatto un gran parlare del fatto che Berlusconi abbia partecipato per la prima volta alle celebrazioni del 25 aprile. Bella considerazione. Che spia è questa? Cosa ci indica questo meravigliasi? Il cinismo ormai non ha più limiti. Si può cambiare volto e parere quanto si vuole, lo si può fare spudoratamente, mettendo in luce con chiarezza abbagliante le proprie finalità. In effetti della resistenza non frega niente a nessuno, anzi è un ricordo di cui bisogna liberarsi, come luogo di fondazione della nostra repubblica. Il trucco, se così si può dire è quello d’impadronirsene per svuotarne il significato. Reso un argomento “come gli altri” (comprese le barzellette) viene sradicato dal suo humus e utilizzato strumentalmente per mettere in ombra gli altri “competitor”.
Non sto qui a soffermarmi sulle vere finalità di tanta spettacolarità. Ciò che voglio far rilevare è che la logica comunicativa tende ad appiattire tutto. Infatti non è necessario negare o criticare qualcosa (questo sarebbe un atto di contrapposizione che indurrebbe ad una dialettica e magari ad un pensiero critico), bisogna invece narcotizzare rendendo qualsiasi cosa superficiale, non legata ad una ricerca di verità, autenticità. Sembra che nel mondo d’oggi queste parole siano inopportune. In effetti bisogna essere cauti nel pronunciarle per non cadere nella retorica o non sconfinare in integralismi e fanatismi.
L’unica cosa che mi sento dire è che a tutto questo bisogna RESISTERE. Ecco perché, come un eremita laico, ho inteso queste lettere come “preghiere”, meditazioni destinate alla mia (nostra) “anima” civile. Per un giorno sono stato libero dall’assordante rumore dei treni e della città.
Ulrich
Alcuni siti da visitare: http://www.storiaxxisecolo.it/documenti/documenti7.html ; http://www.storiaxxisecolo.it/resistenza/resistenza.html; http://www.italia-liberazione.it/it/cortometraggiofornari.php;.