BASTA BASTA BASTA. Questo show sul terremoto abruzzese sta diventando un obbrobrio, un offesa per la sofferenza degli abbruzzesi e per gli Italiani ormai schiavi di una politica solo spettacolare, mediatica e populistica. Il terremoto come spot pubblicitario e marketing politico per un presidente del consiglio con ben altre rogne da grattare.
Quali le novità rispetto ai terremoti del passato? Nessuna. Anzi ci aspettavamo molto di più e meglio visto che con il trascorrere degli anni qualcosa si è costruito e qualcosa si è imparato almeno per quanto riguarda la protezione civile. Non sembra così, tanto clamore per nulla. Il terremoto dell’80 dell’Irpinaia e della Basilicata, di ben altra grandezza, ha presentato gli stessi problemi. Anche all’epoca furono impiantate tendopoli e in alcuni casi immediatamente i prefabbricati, in pochi mesi i paesini furono invasi da prefabbricati e chalet, regalati dai tanti enti e volontari e costruiti con le ordinanze Zamberletti. La ricostruzione è stata invece ben più difficile e lunga.
Insomma il cinismo massmediatico – politico non ha più confini. Politici e giornalisti compiacenti, ormai trasformati in minacciosi killer dello scandalo (v. Feltri), la fanno da padrone. Sono sconfortato e preoccupato perchè questo grado di cinismo e intolleranza si sta diffondendo nei comportamenti più comuni e si esprime su più fronti anche nella vita quotidiana, nel rapporto con il prossimo mettendo a rischio la convivenza civile.
Capisco anche che non basta l’indignazione ma che bisogna reagire in qualche modo. Certo è difficile trovare una sponda politica (gli ideali sembrano cosa vecchia) però si può reagire alla seduzione televisiva, al ciarpame delle chiacchiere populistiche, assumendo un atteggiamento di resistenza, con l’esemplarità e coerenza nel proprio lavoro, nella ricerca intellettuale, esercitando una critica attenta e continua, non facendosi schiacciare, insomma dal conformismo più truce. Acquisire, con l’esercizio, una stile di vita guidato dalla saggezza. Chiedo troppo, lo so, ma bisogna stare accorti perchè il sentiero che stiamo percorrendo è irto di oscure incognite. Se non c’è pazienza, discernimento, attenzione si corre il rischio di essere travolti da irrazionali passioni o da cinica indifferenza. La storia insegna (se almeno la si studiasse bene).
Ulrich